Claudio Piani: «Non è di Leonardo il mappamondo di Palazzo Besta»
Lo studioso, insieme a Diego Baratono, ha pubblicato un volume in cui spiega la sua tesi.
Claudio Piani
Il mappamondo di Palazzo Besta non è stato dipinto da Leonardo Da Vinci e non è stato realizzato prima della scoperta dell'America. A sostenere questa tesi sono Claudio Piani e Diego Baratono, che attraverso lunghe ed elaborate ricerche sulla cartografia del Rinascimento smentiscono le affermazioni del lecchese Riccardo Magnani, autore del libro "Anamorphosis".
IL VOLUME
Nel saggio storico - intitolato “I segreti delle antiche carte geografiche. Simbologie mariane e cartografie per il Nuovo Mondo” - i due ricercatori spiegano nel dettaglio la loro scoperta, avvenuta attraverso «la riesumazione di oggetti scientifici cancellati dalla memoria dell'umanità, come mappamondi e globi tridimensionali» ha illustrato Piani. E prorpio lo studio e l'analisi di una carta geografica ha permesso ai due l'elaborazione di una una nuova tesi relativa all'affresco di Palazzo Besta, che lascerebbe poco spazio alle teorie di Magnani, smentite anche da Diego Cuoghi, studioso di storia dell'arte e delle'architettura e collaboratore con il Cicap (Centro Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale).
CORRISPONDENZE
Secondo Piani e Baratono il mappamondo di Palazzo Besta richiamerebbe una cartina geografica del tedesco Martin Waldseemüller (1470 – 1521), datata 1507. «La cartina è stata trovata in un archivio tedesco - ha spiegato Piani –; ora si trova a Washington ed è stata dichiarata Patrimonio dell'Umanità. Comparandola all'affresco valtellinese abbiamo trovato delle corrispondenze praticamente perfette, fatta eccezione per alcune didascalie e caratteri. Siamo alla ricerca della cartina che rispecchia più fedelemente quella di Waldseemüller – ha aggiunto -, la Weltkarte di Caspar Vopel, datata 1545: il documento che ha permesso di trasporre la carta all'affresco». Basandosi su questa teoria, quindi, Leonardo Da Vinci non avrebbe potuto dipingere il mappamondo di Palazzo Besta, perchè morto ad Amboise, in Francia, nel 1519.
AMERICA
Altra tesi scoperta e sostenuta dai due ricercatori riguarda l'etimologia del nome America, presente già nella mappa di Waldseemülle del 1507. Inizialmente si pensava che il continente scoperto da Cristoforo Colombo ed esplorato e descritto da Amerigo Vespucci fosse stato chiamato così all'insaputa del navigatore fiorentino.
«L'analisi dei documenti – ha spiegato Piani – ci ha permesso di affermare come il nome America non fosse stato deciso arbitrariamente dai monaci lorenensi, ma sia stato un progetto concordato tra tedeschi, francesi e fiorentini, familgia Vespucci compresa, attraverso carteggi precisi e particolari».
VALTELLINA
Anche i nobili Besta, ha concluso lo studioso, non erano esuli dalla cultura e dalle discussioni di quel tempo, nonostante la collocazione particolare e lontana dai luoghi deputati. Oltre al mappamondo, copia postuma della cartina di Caspar Volpel, nella libreria sono stati trovati volumi inerenti alla scoperta del nuovo mondo, segno che anche la Valtellina partecipava alla vita culturale europea cinquecentesca.
A cura di Viviana Bonetti
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