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Imposta di soggiorno. La mail di Roberto Pinna PDF Stampa E-mail
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Imposta di soggiorno. La mail di Roberto Pinna

'E' tempo di scrollarsi di dosso la vecchia ruggine per cominciare a collaborare brillantemente'.

Roberto Pinna

Dopo che il lungo Ponte dell’Immacolata che ha segnato un’apertura stagionale sotto tono per le localitàdi montagna, dove mediamente si è visto diminuire il flusso turistico di circa 10 punti percentuali, tentare ad oggi, appena terminato il periodo Natalizio di fare il punto della situazione è doveroso per ogni stazione che si rispetti visto anche i continui e allarmistici “battage comunicazionali” che numerosi canali mediatici ci hanno ormai abituato in questi ultimi scampoli del 2011 ed inizi del 2012.

Puntuale come sempre, la “polemica di inizio anno” riempie le pagine dei giornali; una polemica che piùche tale, dovrebbe essere una riflessione giusta e doverosa soprattutto per i metodi adottati. Ma questi titoli strillati credo abbiano uno scopo più subdolo, quello di distogliere i veri problemi sul turismo in Valle.

Quanti italiani sceglieranno ancora la montagna, quali mete prediligeranno e quanto gli costerà la vacanza invernale; sono solo alcuni delle domande a cui si cerca di rispondere per quantificare o elaborare strategieche possano indicare una situazione conclusiva della stagione invernale 2012.

Una cosa è certa: le tendenze in atto nell’ultimo biennio si sono ormai consolidate.
- L’ulteriore crescita dei soggiorni brevi, in sostituzione delle settimane bianche genera crescenti difficoltà commerciali e di ritmo operativo per le strutture ricettive;
- Richiesta da parte dei turisti di maggiore libertà e flessibilità nelle strutture ricettive: orari più lunghi per i pasti, maggiore flessibilità, trasgressioni in fatto di date e servizi, alle quali gli operatori si stanno lentamente adeguando;
- Divaricazione tra vacanze low cost e brevi soggiorni d’eccellenza. Tariffe speciali, sconti, promozioni, pacchetti, sono ormai standard e vengono commercializzati attraverso internet e i portali online. La rete è sempre più frequentata da turisti che cercano occasioni, senza interrogarsi sulla qualità dell’ospitalità.

E i soggiorni si accorciano; l’accesso a sistemazioni a 5 o 4 stelle si amplia, aumentando esponenzialmente la domanda di brevi soggiorni in alberghi che propongono la SPA e servizi benessere … e questi ”centri benessere” in molti casi sono sempre più di standard scadente;
- In fatto di ospitalità, vincono le località che hanno investito, dove sono nati nuovi alberghi upscale o dove si sono verificate ristrutturazioni che hanno messo in luce il sistema organizzato dell’ospitalità;
- I turisti, che rappresentano oltre la metà del movimento della montagna invernale,  sono determinanti per il successo, molto di più che i “veri appassionati” sportivi che in fatto di ospitalità sono meno attenti;
- I turisti sempre di più vedono la neve come fondamentale cornice della vacanza, non come fonte difatiche agonistiche, e quindi, accertato l’accorciamento dei soggiorni, desiderano alberghi più moderni e confortevoli, gestori più morbidi negli atteggiamenti, orari della colazione e della cena più flessibili, maggiori possibilità di fruizione privata (non collettiva) di piscine, saune e centri benessere.
La lettura dei dati danno indicazioni negative ma, le regole giuste per incontrare il mercato valgono oggi ancora più di ieri. Queste indicazioni vanno emulate ed interpretate in previsione del fatto oggettivo che neve e sole, un paio di buone discese, non bastino più a sostenere l’economia. Se non si combinano le emozioni sportive con le accoglienze, le ospitalità e l’entertainment di qualità, diventa sempre più fortunoso e casuale attrarre volumi turistici sufficienti a sostenere i costi delle infrastrutture. Basta un’annata di siccità o di scarsità nevosa per provocare il default di interi comprensori.
Il turismo è senza ombra di dubbio una risorsa importante e credo a questo punto, sia giusto dare il merito a chi finalmente non solo lo ha capito, ma ha cominciato a fare qualcosa per favorirne la crescita.

Pensate come sarebbe bello se un giorno riuscissimo a renderci conto di quanto il contributo di tutti sia importante per la crescita di una destinazione. Degli sforzi, della passione, del tempo che tutti dedichiamo alla sua promozione. Senza proclami, perché è nel nostro interesse e siccome siamo bravi, lo dovremmo fare ogni volta meglio e alla fine forse ci meriteremmo anche di contare i nostri successi. È l’ora di cambiare, ma questa volta sul serio, e, credo si abbia le carte in regola per farlo anche se ancora non siamo riusciti a scoprirle del tutto. Non pretendo di sapere perché, ma mi comincio a chiedere se non sia il caso che qualcuno faccia il primo passo. E’ chiaro che come Direttore di un Consorzio Turistico il mio commento potrebbe sembrare un po’ di parte, ma se oggi scrivo vi assicuro che sento davvero la volontà di una svolta.

Sono convinto che anche in molte altre realtà ci siano imprenditori e amministrazioni finalmente evolute che hanno solo il problema di scrollarsi di dosso la vecchia ruggine per cominciare a collaborare brillantemente.

Turismo sì, tassa di soggiorno boh: speriamo non sia la terra dei cachi.

 

Roberto Pinna

Direttore Consorzio Turistico Sondrio e Valmalenco